Spettacolo “30″ di Giobbe Covatta
Il taglio dello spettacolo è l’ormai consueta satira politica, con qualche intermezzo più leggero di natura psico-sessuale che non raggiunge però le vette di perversione comunicativa di Gabriele Luttazzi. Le due ore di intrattenimento scorrono piacevoli, grazie all’originalità di Giobbe Covatta, tanto che non ci si rende conto del passare del tempo nonostante la tematica affrontata non sia delle più semplici. Lo spettacolo ha come canovaccio una riebolazione in chiave tragicomica dei trenta articoli (da cui il titolo) che costituiscono la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata dall’ONU il 10 dicembre 1948. Trenta articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona. Vi si proclama che nessuno può essere fatto schiavo o sottoposto a torture, che nessuno dovrà essere arbitrariamente arrestato, incarcerato o esiliato. Vi si sancisce anche che tutti hanno diritto ad avere una nazionalità, a contrarre matrimonio, a possedere dei beni, a prendere parte al governo del proprio paese, a lavorare, a ricevere un giusto compenso per il lavoro prestato, a godere del riposo, a fruire di tempo libero e a ricevere un’istruzione.
Una ironia che porta amaramente a riflettere su quale sia lo stato di salute dei diritti nel mondo sottosviluppato dove il Nostro fa beneficenza e porta il proprio aiuto umanitario, sul declino della loro percezione ed esercizio in Italia (Paese che tanto sviluppato non è più) e spinge a meditare sull’immagine trasmessa dall’italiano quando varca i confini nazionali. Il tutto accompagnato da una scenografia molto semplice (un tavolo, una sedia) ma da immagini significativamente coerenti e rafforzative del messaggio trasmesso con la forza dell’ironia accompagnata da un sano sarcasmo. Lo spettacolo termina con la lettura dei trenta articoli e con una frase semplice ma ricca di significato: “Sembrerà assurdo, ma questi articoli li abbiamo scritti Noi!”
Lo spettacolo ha ottenuto lo speciale patrocinio di Amnesty International.
Gianni Covatta, in arte Giobbe, nasce l’11 giugno 1956. Comico e attore, utilizza la sua vena umoristica in tutti i campi dello spettacolo, riscuotendo grande successo in ognuno di essi. Il suo impegno umanitario lo porta nel mese di novembre del 1994 a diventare uno dei testimonial dell’AMREF (Fondazione Africana per la Medicina e la Ricerca). Da allora, ogni anno, dedica il suo tempo libero ai problemi africani e fornisce un concreto aiuto all’AMREF per portare a termine i propri progetti. Ha rivestito l’incarico di delegato del Sindaco di Roma, Walter Veltroni, per le iniziative di solidarietà e cooperazione internazionale.
Teatro
Debutta nel 1991 al Teatro Ciak di Milano con lo spettacolo “Parabole Iperboli”. Nella stagione 93/94 in collaborazione con Greenpeace rappresenta lo spettacolo “Aria Condizionata” dal sottotitolo e le balene mo’ stanno incazzate… in cui affronta con un nuovo monologo il tema della salvaguardia delle balene. Nel 95 è di nuovo in scena con lo spettacolo “Primate assoluto”. L’anno successivo debutta al Teatro Parioli di Roma in prima nazionale con “Io e Lui” scritto e diretto da Vincenzo Salemme in coppia con Francesco Paolantoni. Nella stagione 1996/1997 è diretto da Ricky Tognazzi in “Art”. Nel 1999 debutta con un nuovo spettacolo “Dio li fa e poi li accoppa”, rappresentato in tutta Italia, che riscuote un enorme successo tanto da portare l’anno successivo alla realizzazione di “Dio li fa…Terzo millennio”. La stagione 2001/02 segna il suo ritorno al teatro di prosa: interpreta, infatti, con Emanuela Grimalda per la regia di Marco Mattolini la commedia “Double Act: due atti a farsi male” dell’autore australiano Barry Creyton prodotta dal Teatro Parioli di Maurizio Costanzo. Nel 2003 porta in tour lo spettacolo “Corsi e ricorsi, ma non arrivai” e nel 2004-2005 “Melanina e Varechina”, spettacolo interamente dedicato al rapporto tra continente africano e mondo occidentale. Lo spettacolo resta con successo nelle programmazioni di prosa italiane fino all’estate 2006 mentre a gennaio 2007 debutta la nuova deliziosa piece “Seven”.
Televisione
Inizia la sua carriera nel 1987 con il programma settimanale “Una notte all’Odeon” in onda su Odeon Tv. Dal 1990 inizia la sua partecipazione come ospite al “Maurizio Costanzo Show”, partecipazione che continua ancora oggi. Nel 1991 recita, accanto a Zuzzurro e Gaspare nella sit-com “Andy e Norman” in onda su Canale 5. E’ poi ospite fisso della trasmissione di Italia 1 “Dido Menica” e compare in tutte le 70 puntate di “Uno – Mania”, programma in onda su Italia 1. Nel ’95 fa parte del cast di “Ruvido Show” di Raidue. Nel 1998 lo vediamo su Raitre con “Drug Story” e nel 1999 è ospite della trasmissione “Quelli che il calcio”. Nel 2001 è di nuovo su Raidue, dove appare a fianco di Serena Dandini e Corrado Guzzanti ne L’Ottavo Nano. Nell’aprile 2002 sostituisce Patrizio Roversi in qualità di conduttore di Velisti per Caso nel corso delle tappe messicane di Adriatica. Dal 2004 è ospite di “Mai dire domenica” con la Gialappa’s. Ha realizzato il programma “Vela spiego io”, 15 puntate in onda nel gennaio 2007 su Sailing Channel: nel quale lo vediamo, come esperto skipper, dare lezioni di vela a due inesperti passeggeri. E’ stato ospite nell’edizione 2007/08 e 2008/09 del programa “Zelig” condotto da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada in onda in prima serata su Canale 5. Dal settembre 2008 interpreta il dott. Colantuomo nella sit-com “Medici Miei” in onda su Italia Uno.
Cinema
Nel 1996 inizia anche la carriera nel cinema. Lo vediamo infatti Co-protagonista nel film diretto da Simona Izzo “Camere da letto” e nel 1999 esce il suo film da protagonista “Muzungu – uomo bianco” per la regia di Massimo Martelli. Segue nel 2003 “Sono stato negro pure io” per la regia di Giulio Manfredonia. Al Festival del Cinema di Venezia edizione 2005, presenta il film-documentario “Bimbi neri, notti bianche”, prodotto da AMREF per la regia di Giulio Manfredonia.
Editoria
Nel 1991 esce il libro, edito da Salani, “Parola di Giobbe” con oltre un milione di copie vendute. Nel 1993 pubblica “Pancreas trapiantato dal libro Cuore” e nel 1996 “Sesso fai da te”. Nel 1999 pubblica “Dio li fa e poi li accoppa”, tratto dalla sua fortunata opera teatrale. Nel 2002 esce “L’incontinente bianco” e nel 2005 “Corsi e Ricorsi ma non arrivai”, libro dall’insolita veste grafica basata sulle testate di quotidiani e periodici.
Giobbe Covatta
in “30″
Testo di Giobbe Covatta





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