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Archivio per luglio 2009

“L’ultimo giurato” di John Grisham

L ultimo giurato - John Grisham

Nel 1970, uno dei settimanali più vivaci dello Stato del Mississipi, “The Ford County Times”, fallisce. Ad acquistare la testata, con grande stupore di molti, è Willie Traynor, un ragazzo di ventitré anni che non ha neanche terminato gli studi al college. Il giornale sembra spacciato, fino a quando una giovane madre viene brutalmente uccisa da un membro dell’influente famiglia Padgitt. Willie riporta tutti i particolari raccapriccianti della vicenda e il giornale aumenta le vendite, mentre Danny Padgitt, l’assassino, viene condannato. A nove anni di distanza, Danny esce di prigione deciso a vendicarsi…

“L’ultiimo giurato” non è un (legal)-thriller nel sennso tradizionale del termine, in quanto manca lungo tutto lo scorrere del romanzo quel pathos tipico del genere. Anche la compenente legale risulta quasi marginale e di contorno. E’ invece un ottimo romanzo descrittivo di un periodo particolare degli anni 70 visto con gli occhi di un giovane finito quasi per caso in un mondo così diverso da quello da lui fin lì frequentato. Un mondo lento che purtroppo viene trasmesso anche al lettore, perchè larga parte del romando segue il ritmo del tempo che racconta. Nonostante tutto, non si può non rimanere affascinati dall’abile ed esperta ricostruzione di scenari e personaggi, dall’intrecciarsi delle loro storie e, perchè no, dallo stile piacevole con cui è scritto.

“Il libro dei morti” di Patricia Corwell

Il libro dei morti - Patricia Cornwell

Dopo l’ultimo devastante caso che l’ha vista in azione in Florida, Kay Scarpetta decide che è arrivato il momento di imprimere una svolta sia professionale sia personale alla sua vita. Decide così di trasferirsi nella pittoresca Charleston, nella Carolina del Sud, e lì aprire uno studio privato di pedagogia forense. Con lei sono anche la nipote Lucy e il fidato Pete Marino. Proprio quando sembra prendere avvio una tranquilla esistenza nella routine della provincia americana, Kay è chiamata a Roma per collaborare alle indagini sull’orrenda fine di una giovane statunitense campionessa di tennis. Un caso che sembra collegarsi ad altri omicidi rituali. Ancora una volta Kay Scarpetta capisce dovrà mettersi sulle tracce del colpevole interpretandone i messaggi prima che sia troppo tardi.

Pacta sunt servanda e questo romando fa parte di diritto della cerchia non piccola di ciò che è ed invece non avrebbe dovuto essere. Patricia Cornwell sembra desiderosa di distruggere più o meno rapidamente alcuni dei personaggi protagonisti e di contorno della saga di Key Scarpetta. Non si spiega diversamente la miserevole fine di quello stupido povero mentecatto di Marino sessualmente ossessionato dalla sua capa, come pure quella della dottoressa Self, ridotta a semplice macchietta perversa nel suo delirio di onnipotenza. Come sempre nei delitti seriali gli indizi convergono e consentono di individuare il colpevole, ma in questo caso nessuna spiegazione è stata fornita sul significato rituale degli stessi. Rimane alla fantasia del lettore immaginarne il perchè. Certo, può essere una tecnica narrativa… originale, indubbiamente.

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